Radio Maria tutti i gruppi si porta via

All’indomani della Befana giunge alle mie stanche orecchie un caso di mal-copyright, ammesso che voglia dire qualcosa. I R-Amen sono un gruppo afro-punk, con un nome di stampo ironico-cattolico, insomma tutte cose che mediamente mi darebbero fastidio, a me che considero la musica la cosa più importante del mondo.

Ma per le recensioni c’è tempo Continua a leggere

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Perchè nel 2016 NON sarò un blogger migliore (e non me ne importa)

Sono scostante, disorganizzato, anti-metodico, procrastinante ma al contempo molto esigente e incapace di fare qualcosa solo per buttarla lì. Se ci fosse un “Odio OdioJohnLennon” vorrei che i miei articoli avessero tutti 10, e per questo risento i dischi che valuto almeno tre volte.

Sono completamente inadeguato a fare critica musicale, che sul web 2.0 è  basata su parole chiave come “fidelizzazione”, “compiacimento”, “autocompiacimento”, “non offendere mai nessuno”, “sii d’accordo con tutti”. In altre parole, sii costante e puntuale, recensisci tutti bene e complimentati. Fai leva sul narcisismo e beati delle condivisioni e dei ringraziamenti.

Succede nella musica quello che accade nelle scuole, per non avere problemi si mette 6 politico e nessuno si lamenta. Giornali autorevoli hanno dato valutazioni altissime al nuovo disco dei Coldplay perchè nessuno ha le palle per dire che è un cumulo di nulla basato su minestre riscaldate fatte di “oooooo”.

Odio John Lennon non è così, è molto più odioso.

Di difetti ne ho tanti e questo blog ne ha altrettanti. Ma si va avanti così. Autocritica severissima e anche lunghi periodi senza scrivere, sacrificati al credo sacro che è meglio una cosa non fatta che una cosa fatta male.

Quindi ho fatto questo logo, perchè dell’aspetto me ne importa il giusto, dei contenuti ne faccio bandiera.

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Auguri di ottimo 2016 e di ottima musica.

#1 – La merda che ci hanno costretto a ingoiare

DISCLAIMER: questo articolo fa parte di una serie di tre pezzi. I testi sono volutamente duri ma non hanno l’obiettivo di offendere nessuno, compresi artisti, ascoltatori, operatori nella distribuzione, etc. La scelta stilistica è funzionale a veicolare un concetto che non riteniamo offensivo. Se ti danno fastidio termini, espressioni, metafore crude ed in generale, ironia dissacrante, per favore non leggere questo articolo.

LA MEDAGLIA D’ARGENTO DEL PEGGIO

LO SCALINO PIU’ BASSO DELL’ORRIBILE PODIO

E ci siamo. Non serve il rullo dei tamburi perchè semplicemente colpire a caso uno strumento avrebbe comunque un valore musicale maggiore. Lui è la dimostrazione che il male ha vinto, che il rock è morto e che Odio John Lennon si sbaglia a non voler rimpiangere gli anni d’oro. No, non dico sul serio, ma comunque lui è veramente devastante, e capire perchè venga ascoltato è roba per sociologi navigati.

Posizione #1: #fuori c’è il sole – Lorenzo Fragola

C’è chi crede nella dottrina lombrosiana che riconosce un criminale dalla forma del cranio. La teoria è stata etichettata come pseudoscienza, tuttavia trasportata con i dovuti accorgimenti nel panorama musicale ha le sue ragioni. In altre parole da Lorenzo Fragola non ti aspetti la rinascita del death metal.

Diciamo anzi che qualsiasi cosa ci si voglia aspettare si resterà delusi, a partire dal titolo, questa canzone è nel modo più assoluto pessima. Ma davvero devo sentirmi una canzone che parla di “condividere” il sole in un birbantissimo parallelismo con l’hashtag?

E non te la ascoltare“, si può obiettare. Obiezione respinta, è impossibile non inciamparci almeno una volta. E’ sconcertante che malgrado il classico testo da decebrato, malgrado il topos del video da cattivissimo ragazzo (addirittura Fragola e i suoi hooligans non pagano un conto al bar e mettono la musica troppo alta), malgrado l’assenza del benchè minimo spunto musicale, qui anche la produzione fa ridere, accontentandosi della voce su chitarra o chitarra su voce.

Per questo mix devastante, incorniamo Lorenzo Fragola re dello schifo estate 2015. La speranza è che la vergogna vi colga tutti nessuno escluso e che da questo possiate ripartire e – se non contribuire al progresso – almeno non cementificare il gusto del nulla che spadroneggia (ma che perderà).

#2 – La merda che ci hanno costretto a ingoiare

DISCLAIMER: questo articolo fa parte di una serie di tre pezzi. I testi sono volutamente duri ma non hanno l’obiettivo di offendere nessuno, compresi artisti, ascoltatori, operatori nella distribuzione, etc. La scelta stilistica è funzionale a veicolare un concetto che non riteniamo offensivo. Se ti danno fastidio termini, espressioni, metafore crude ed in generale, ironia dissacrante, per favore non leggere questo articolo.

LEGGI LA POSIZIONE #3 DI QUESTA GLORIOSA CLASSIFICA

Continua l’apologia dello schifo di questa estate 2015. Mentre oggi scopro che un’ulteriore gruppo inutile sta “facendo successo” con una cover di Lean On (ormai non c’è neanche bisogno di far passare del tempo tra l’originale e il remake), mi faccio prendere da un attacco nostalgico e passo alla numero 2 di un artista affermato che sistematicamente fa uscire le sue porcate d’estate.

Posizione #2: L’ESTATE ADDOSSO – Lorenzo Jovanotti

Questo campione della mediocrità continua a rivolgersi ai “giovani” come un asessuato incrocio tra un padre e un fratello maggiore, tra sorrisi complici e saluti soddisfatti per aver compiuto la missione di aver portato l’amore e la felicità tra i ragazzi.

Come ogni tormentone che si rispetti ha una produzione perfetta, suoni rimodernati del post Timbaland – Guetta, equalizzazione pensata per essere trasmessa dalla discoteca alla spiaggia, testo da cerebrolesi e idee musicali completamente assenti.

Non ho l’anima di soffermarmi troppo su frasi inutili fatte per essere condivise sui social (“la protezione zero spalmata sopra il cuore“…) o sul modo ridicolo con cui Cherubini si muove e si veste, ormai parodia di sè stesso.

Sebbene forse la traccia sia un po’ meglio della #3 è comunque peggiore in quanto viene da un soggetto considerato un pilastro della musica italiana – assolutamente a torto – e che non tira fuori mezza idea decente da almeno 10 anni.

#3 – La merda che ci hanno costretto a ingoiare

DISCLAIMER: questo articolo fa parte di una serie di tre pezzi. I testi sono volutamente duri ma non hanno l’obiettivo di offendere nessuno, compresi artisti, ascoltatori, operatori nella distribuzione, etc. La scelta stilistica è funzionale a veicolare un concetto che non riteniamo offensivo. Se ti danno fastidio termini, espressioni, metafore crude ed in generale, ironia dissacrante, per favore non leggere questo articolo.

Come al solito musica e cinema vanno in vacanza d’estate lasciando spazio alle parodie di MTv e alle radio che fanno a pugni per il record di trasmissione di un pugno di canzoni: i Tormentoni. L’etimologia della parola spiegherebbe già tutto, se non fosse che oltre al tormento insorge una nausea con tratti anticonservativi.

Un po’ per praticità, un po’ per rispetto ai marò, abbiamo deciso di concentrarci sull’Italia, che non manca di melodie insopportabili. Questa è la top 3 di ciò che ci ha rovinato l’estate.

Posizione #3 – Baby K ft. Giusy Ferreri – Roma – Bangkok

Ciò che più mi uccide è che ci si sono messe in due per costruire questo pseudo plagio non autorizzato del peggiore Enrique Iglesias. Classico pezzo da non sentire in spiaggia, propone il già visto e sentito – ma comunque lietmotiv anche quest’estate – nulla edonistico a cui “i giovani” puntano.

Baby K persevera nel suo rap moscio che non dice nulla, mentre Giusy Ferreri, ridotta alla triste figura della “donna del ritornello melodico“, ci mette del suo rubacchiando da Bailando con l’unico obiettivo di rimanerti in testa fino al suicidio.

La produzione è come sempre ottima, con dei geni votati al male che rendono la canzone breve, adatta al riascolto spasmodico finchè fa caldo, pronta per essere buttata alla prima pioggia autunnale.

Delusi dalla musica si può ancora sperare nel video che però è – se possibile – ancora più tragicomico. Se fare il bullo su MTv talvolta risulta una parruccata anche nel gangsta rap americano, immaginatevi quanto possono essere fuori luogo Baby K e Giusy Ferreri che fanno le cattive ragazze.

VEDI LA POSIZIONE #2

Fabi – Gazzè – Silvestri, un report cafone

Toccava andarci per diversi motivi.

  1. Hanno fatto un disco veramente bello, non perfetto, ma comunque tra i migliori italiani usciti ultimamente.
  2. Darei più di 10€ per sentirne uno, se tutti e tre mi costano 20€ è un affarone.
  3. Regalavano il biglietto se eri stato a Verona, in altre parole, volevano il casino ed io volevo vedere cosa ci facevano con questo casino.
Scusate se le foto fanno schifo ma il mio cellulare è orribile e soprattutto MI DA AL CAZZO PERDERE TEMPO A FARE FOTO MENTRE STO A UN CONCERTO

Scusate se le foto fanno schifo ma il mio cellulare è orribile e soprattutto MI DA AL CAZZO PERDERE TEMPO A FARE FOTO MENTRE STO A UN CONCERTO

Come sempre bisogna fare i complimenti alla gestione Rock in Roma di Capannelle che rende una serata con qualche migliaio di persone una catastrofe naturale, dove si va per divertirsi e si torna con la gioia euforica di non essere morti o dispersi.

Insomma, tra i nostalgici che piangono il compagno De Gregori a 50€ e i gli ultrà convinti che il futuro della musica è Cherubini che delira sul sabato, questi tre signori salgono sul palco e iniziano una dose di cazzeggio che sembra di stare ai concertini di liceo.

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Poi però iniziano a suonare e ti rendi conto che fanno 5 metri di cazzo e 18 kg di palle in tre, non c’è un modo raffinato per spiegare quanto ce l’hanno lungo. Praticamente fanno quel che vogliono, come vogliono. Suonano i loro classici, interpretandosi a vicenda, talvolta con livelli di pathos veramente significativi: Mentre dormi di Gazzè a chitarra e voce di Fabi, un pezzo teoricamente non solidissimo per un live è diventato il break perfetto.

Tengono il palco, tre showman, forse anche troppo, perchè a voler spaccare il capello in quattro, la battuta dopo ogni pezzo talvolta ha soffocato l’atmosfera e ha fatto perdere un po’ di spontaneità. E’ stato molto divertente ascoltare il botta e risposta de L’avversario con un Nic e Max versioni pugili. Trovate simili sono state spese forse eccessivamente, ma nel complesso il risultato è stato positivo.

Sarebbe tuttavia stato un concerto bello ma non eccezionale se non fosse stato per il fatto che raramente ho visto musicisti sul palco divertirsi così tanto. Ci sono stati diversi errori, molti di più di quelli che un concerto ben strutturato solitamente offre: ma non è importato nulla perchè quei tre stavano sempre a ridere e a divertirsi, ed è questo tipo di dinamica – oltre al suono impeccabile – che rende uno spettacolo “bello“.

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Sulla bontà dei pezzi non c’è tanto da discutere, giù presi singolarmente sono dei rari esempi di chi sa scrivere veramente musica, insieme non si ottiene semplicemente una somma ma c’è del valore aggiunto.

Il concerto forse è stato un po’ troppo lungo – più di due ore – e personalmente avrei accorciato il main della scaletta, tuttavia posso dire che è stato bello vedere come ci tenevano a fare “qualcosa di grosso nella loro data conclusiva. Molti brividi e molta carica, veramente un bello spettacolo.

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Una nota di merito va a Niccolò Fabi, che dei tre è quello che conoscevo di meno, ma per quanto ne sapevo era un tipo da luci soffuse, chitarra acustica, sgabello e voce. Forse è tutto meno che questo, Fabi è un matto totale, non si ferma un attimo e ha una voce pazzesca. Su un ending ha iniziato a strillare come fosse posseduto facendo impazzire la platea, colta di sorpresa.

Si possono solo battere le mani ad un supergruppo del genere, che è riuscito a concretizzare un progetto divertente ma profondo, semplice all’ascolto nella sua grande complessità compositiva. Anche se non sembra un futuro reale, speriamo di rivederli presto.

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Il “caso” Nobraino e la catena degli stupidi

Abbiamo appositamente aspettato qualche giorno per dare a tutti il tempo di spiegarsi e per far calmare le acque. Non che Odio John Lennon debba fare morale a nessuno, però dal momento che di strilli idioti ne sono stati fatti tanti, mi sento in diritto di poter dire la mia.

Premetto che i Nobraino non mi piacciono. Li trovo il risultato non rielaborato del post – De Andrè, un gruppo ascoltabile che non dice nulla di nuovo, piegato alla necessità, per loro vitale, di ricevere il plauso di una fascia di pubblico che la pensa come loro. Non hanno grandi espedienti musicali, vicercano solo di convincere i connti, e senza strizzare l’occhio ad un certo tipo di pubblico, secondo me, non avrebbero raggiunto i loro discreti traguardi.

Passando quindi all’onor di cronaca, dopo la strage del Mar di Sicilia, il chitarrista dei Nobraino ha postato sul profilo ufficiale del gruppo, una frase “ironica” sull’accaduto, seguita da un link molto meno ironico ma molto più critico riguardo l’indifferenza della comunità europea a queste tragedie quotidiane.

Il post sotto accusa

Il post sotto accusa

Poichè le parole usate sono effettivamente poco felici, i Nobraino sono stati messi sotto torchio mediatico soprattutto nei social, con prevedibile lancio di sassi virtuali, che sono costati al gruppo l’annullamento di diverse date. Si è addirittura scomodato il “grande” Roy Paci che è andato a fare lezioni di dignità al gruppo di Riccione.

Il mondo si è diviso in due: gli accusatori e i difensori, con argomentazioni inutili da ambo le parti (“ieri tutti Charlie e oggi i Nobraino alla gogna“, “dovevate aprire il link prima di giudicare”, etc etc.)

Per primo ho trovato il gesto molto ingenuo, ai limiti dello stupido, urticante, e non paragonabile all’ironia del quotidiano francese, nè tanto meno trovo relazione tra i due fatti. Ma trovo ancora più idiota, che anche dopo le scuse e le spiegazioni, rimanga il livore del grande pubblico che di musica non capisce un cazzo e che si è sentito “tradito” nell’idea politica al punto da voler vedere escludere dai palchi degli artisti che il giorno prima osannava.

E tutti giù a fare morale, e allora il chitarrista si è sentito di dover esporre il suo curriculum “umanitario“, e quindi il dibattito si è spostato sulle parole “che sono importanti come dice Nanni Moretti“, e di nuovo quindi le scuse, ma è troppo tardi… Ma per favore, basta. E’ veramente ridicolo che nascano tali questioni da un post infelice che voleva dire una cosa e tutti ne hanno capita un’altra.

Quindi reintegrate le date a questi ragazzi e se non vi piacciono – musicalmente – non ci andate e finisce qui.

P.S. Sul fatto che fino a ieri i Nobraino erano conosciuti da un quarto delle persone che li conosce oggi ho preferito tacere.

DEA SONGS

Oggi finalmente inauguriamo questa nuova rubrica che ha l’unico scopo di focalizzare brevemente l’attenzione su canzoni che danno così tanta dipendenza da essere associabili a droghe e come tali illegali per la DEA (il servizio antidroga in cui lavora Hank di Breaking Bad – se non lo conosci vedilo).

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Le canzoni saranno linkate direttamente su questo profilo da Soundcloud, Spotify o Youtube e saranno precedute da brevi focus su elementi che ci hanno particolarmente colpito.

Diversamente dalle recensioni, le DEA songs potrebbero appartenere ad artisti già famosi, ma cercheremo sempre di darvi delle chicche non mainstream.

Per presentarvi la rubrica apriamo con un pezzo britpop del ’95 ma attualissimo dei Cast: History. Chitarre che lavorano come synth troppo interessanti e intelligenti. Enjoy!

 

RECENSIONI 2.0

Abbiamo a lungo pensato, ma avendo un unico neurone supestite da alcol e droghe, ci abbiamo messo forse troppo tempo.

Siamo partiti qualche mese fa con irruenza, come spesso si fa e commettendo diversi errori. Uno di questi sicuramente è stato quello di pensare un sistema fatto sui voti numerici. Questo sistema, come quello delle stelline e dei pollici in alto, è un sistema che ci fa abbastanza schifo. E’ roba da scuola.

Cambiando format abbiamo deciso anche di abbandonare le canoniche divisioni in composizione, produzione e testi. Anche quelle sono troppo rigide e strette per inquadrare brevemente un disco.

Da oggi quindi torneremo aderenti alla nostra mission primaria. Consiglieremo semplicemente se il disco o la canzone merita o no il posto sul vostro lettore mp3, e ciò che ci è piaciuto di più e quello che invece non ci ha convinto. Su iPod, Good, Bad. Semplice e veloce, senza impegno, mutuo a tasso zero e parola di Roberto Carlino.ipod

VACANZA IS OVER

Gestire un blog a fondi zero è una passeggiata di salute, soprattutto se nella vita hai da studiare/lavorare/sperimentare acidi. No, non cerchiamo pacche sulle spalle è giusto per dare un modo a tutti di dire “sticazzi“.

War Is Over

Quindi dal momento che stavamo un po’ impicciati abbiamo smesso di infastidire il web, ma abbiamo accumulato così tanta bile che in confronto Sgarbi è uno rilassato. Quindi intanto che smaltiamo la mole di lavoro accumulato vi beccate Sandstorm, ignorantissimo singolo dei Cast, per partire con la giusta carica.