#1 – La merda che ci hanno costretto a ingoiare

DISCLAIMER: questo articolo fa parte di una serie di tre pezzi. I testi sono volutamente duri ma non hanno l’obiettivo di offendere nessuno, compresi artisti, ascoltatori, operatori nella distribuzione, etc. La scelta stilistica è funzionale a veicolare un concetto che non riteniamo offensivo. Se ti danno fastidio termini, espressioni, metafore crude ed in generale, ironia dissacrante, per favore non leggere questo articolo.

LA MEDAGLIA D’ARGENTO DEL PEGGIO

LO SCALINO PIU’ BASSO DELL’ORRIBILE PODIO

E ci siamo. Non serve il rullo dei tamburi perchè semplicemente colpire a caso uno strumento avrebbe comunque un valore musicale maggiore. Lui è la dimostrazione che il male ha vinto, che il rock è morto e che Odio John Lennon si sbaglia a non voler rimpiangere gli anni d’oro. No, non dico sul serio, ma comunque lui è veramente devastante, e capire perchè venga ascoltato è roba per sociologi navigati.

Posizione #1: #fuori c’è il sole – Lorenzo Fragola

C’è chi crede nella dottrina lombrosiana che riconosce un criminale dalla forma del cranio. La teoria è stata etichettata come pseudoscienza, tuttavia trasportata con i dovuti accorgimenti nel panorama musicale ha le sue ragioni. In altre parole da Lorenzo Fragola non ti aspetti la rinascita del death metal.

Diciamo anzi che qualsiasi cosa ci si voglia aspettare si resterà delusi, a partire dal titolo, questa canzone è nel modo più assoluto pessima. Ma davvero devo sentirmi una canzone che parla di “condividere” il sole in un birbantissimo parallelismo con l’hashtag?

E non te la ascoltare“, si può obiettare. Obiezione respinta, è impossibile non inciamparci almeno una volta. E’ sconcertante che malgrado il classico testo da decebrato, malgrado il topos del video da cattivissimo ragazzo (addirittura Fragola e i suoi hooligans non pagano un conto al bar e mettono la musica troppo alta), malgrado l’assenza del benchè minimo spunto musicale, qui anche la produzione fa ridere, accontentandosi della voce su chitarra o chitarra su voce.

Per questo mix devastante, incorniamo Lorenzo Fragola re dello schifo estate 2015. La speranza è che la vergogna vi colga tutti nessuno escluso e che da questo possiate ripartire e – se non contribuire al progresso – almeno non cementificare il gusto del nulla che spadroneggia (ma che perderà).

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#2 – La merda che ci hanno costretto a ingoiare

DISCLAIMER: questo articolo fa parte di una serie di tre pezzi. I testi sono volutamente duri ma non hanno l’obiettivo di offendere nessuno, compresi artisti, ascoltatori, operatori nella distribuzione, etc. La scelta stilistica è funzionale a veicolare un concetto che non riteniamo offensivo. Se ti danno fastidio termini, espressioni, metafore crude ed in generale, ironia dissacrante, per favore non leggere questo articolo.

LEGGI LA POSIZIONE #3 DI QUESTA GLORIOSA CLASSIFICA

Continua l’apologia dello schifo di questa estate 2015. Mentre oggi scopro che un’ulteriore gruppo inutile sta “facendo successo” con una cover di Lean On (ormai non c’è neanche bisogno di far passare del tempo tra l’originale e il remake), mi faccio prendere da un attacco nostalgico e passo alla numero 2 di un artista affermato che sistematicamente fa uscire le sue porcate d’estate.

Posizione #2: L’ESTATE ADDOSSO – Lorenzo Jovanotti

Questo campione della mediocrità continua a rivolgersi ai “giovani” come un asessuato incrocio tra un padre e un fratello maggiore, tra sorrisi complici e saluti soddisfatti per aver compiuto la missione di aver portato l’amore e la felicità tra i ragazzi.

Come ogni tormentone che si rispetti ha una produzione perfetta, suoni rimodernati del post Timbaland – Guetta, equalizzazione pensata per essere trasmessa dalla discoteca alla spiaggia, testo da cerebrolesi e idee musicali completamente assenti.

Non ho l’anima di soffermarmi troppo su frasi inutili fatte per essere condivise sui social (“la protezione zero spalmata sopra il cuore“…) o sul modo ridicolo con cui Cherubini si muove e si veste, ormai parodia di sè stesso.

Sebbene forse la traccia sia un po’ meglio della #3 è comunque peggiore in quanto viene da un soggetto considerato un pilastro della musica italiana – assolutamente a torto – e che non tira fuori mezza idea decente da almeno 10 anni.

#3 – La merda che ci hanno costretto a ingoiare

DISCLAIMER: questo articolo fa parte di una serie di tre pezzi. I testi sono volutamente duri ma non hanno l’obiettivo di offendere nessuno, compresi artisti, ascoltatori, operatori nella distribuzione, etc. La scelta stilistica è funzionale a veicolare un concetto che non riteniamo offensivo. Se ti danno fastidio termini, espressioni, metafore crude ed in generale, ironia dissacrante, per favore non leggere questo articolo.

Come al solito musica e cinema vanno in vacanza d’estate lasciando spazio alle parodie di MTv e alle radio che fanno a pugni per il record di trasmissione di un pugno di canzoni: i Tormentoni. L’etimologia della parola spiegherebbe già tutto, se non fosse che oltre al tormento insorge una nausea con tratti anticonservativi.

Un po’ per praticità, un po’ per rispetto ai marò, abbiamo deciso di concentrarci sull’Italia, che non manca di melodie insopportabili. Questa è la top 3 di ciò che ci ha rovinato l’estate.

Posizione #3 – Baby K ft. Giusy Ferreri – Roma – Bangkok

Ciò che più mi uccide è che ci si sono messe in due per costruire questo pseudo plagio non autorizzato del peggiore Enrique Iglesias. Classico pezzo da non sentire in spiaggia, propone il già visto e sentito – ma comunque lietmotiv anche quest’estate – nulla edonistico a cui “i giovani” puntano.

Baby K persevera nel suo rap moscio che non dice nulla, mentre Giusy Ferreri, ridotta alla triste figura della “donna del ritornello melodico“, ci mette del suo rubacchiando da Bailando con l’unico obiettivo di rimanerti in testa fino al suicidio.

La produzione è come sempre ottima, con dei geni votati al male che rendono la canzone breve, adatta al riascolto spasmodico finchè fa caldo, pronta per essere buttata alla prima pioggia autunnale.

Delusi dalla musica si può ancora sperare nel video che però è – se possibile – ancora più tragicomico. Se fare il bullo su MTv talvolta risulta una parruccata anche nel gangsta rap americano, immaginatevi quanto possono essere fuori luogo Baby K e Giusy Ferreri che fanno le cattive ragazze.

VEDI LA POSIZIONE #2